Descrizione
L’attuale ponte in pietra fu realizzato nel 1686 su progetto attribuito all’architetto Cifrondi. Per la comunità locale rappresenta un segno identitario del paesaggio fluviale e un punto storico di attraversamento e collegamento tra le due sponde.
Perché proprio qui: un nodo strategico della Val Camonica
Il ponte sorge in un punto in cui la valle si restringe e dove, storicamente, controllare il passaggio significava controllare traffici, collegamenti e potere locale. In quest’area, il ponte garantiva l’attraversamento verso la collina del Monticolo, dove era presente una rocca/castello medievale, rendendo Montecchio un passaggio obbligato lungo l’asse di fondovalle.
Dal ponte in legno al grande arco in pietra (1686)
Prima del ponte attuale esisteva un ponte più antico, in legno, sostituito dalla struttura in muratura nel XVII secolo. La scelta della pietra rispondeva all’esigenza di un attraversamento più stabile e durevole in un punto cruciale per i collegamenti tra i centri della media valle.
Sulla paternità del progetto, le schede divulgative e i repertori di beni culturali riportano Cifrondi come autore del progetto (talvolta indicato come Francesco Cifrondi). Alcune ricostruzioni storiche locali ricordano anche documenti d’archivio che indicherebbero come costruttore Carlo Cifrondi, collegato alla famiglia del pittore Antonio Cifrondi.
Un ponte “di servizio” per pedaggi, mercati e patti
Per secoli l’attraversamento fu legato anche a funzioni economiche: pedaggi (gabelle) e attività di scambio gravitavano intorno al ponte, proprio perché era un passaggio obbligato. Nei pressi del ponte si tenevano attività di mercato (in alcune fonti è ricordato un “mercato franco”), a conferma del ruolo di Montecchio come punto di transito e incontro.
Un episodio spesso citato colloca qui anche un momento “civile” importante: nel 1168, “davanti alla porta del ponte di Montecchio”, fu pubblicato un giuramento di pace tra comunità in conflitto per la gestione delle acque dell’Oglio.
Caratteristiche architettoniche principali
Dal punto di vista tecnico, il ponte è un’opera in muratura a campata unica. Le schede di catalogazione indicano un’arcata ribassata con luce di circa 29 metri e larghezza massima di circa 4,80 metri, con impiego prevalente di blocchi di granito e pietre locali.
Il ponte oggi: mobilità lenta e fruizione
Oggi il Ponte di Montecchio è un elemento identitario del paesaggio fluviale e un punto molto fotografato. Dal 2013 risulta chiuso al traffico veicolare ed è destinato alla fruizione ciclopedonale, inserendosi nella rete di percorsi lungo la valle.
Nelle immediate vicinanze si trova l’Oratorio dei Disciplini (o “Chiesetta dei Morti”), spesso suggerito come visita complementare, rendendo l’area un piccolo polo di interesse storico–artistico.
Modalità d'accesso
Assenza di barriere architettoniche
Costi di accesso
Nessuno, parte del paesaggio
Indirizzo
Orario per il pubblico
Punti di contatto
Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2026, 13:08